Flickering Lights

Titolo originale: Blinkende lygter
Regia e sceneggiatura: Anders Thomas Jensen
Interpreti: Søren Pilmark, Ulrich Thomsen, Mads Mikkelsen, Nikolaj Lie Kaas, Sofie Gråbøl, Iben Hjejle, Frits Helmuth, Ole Thestrup
Durata: 109’
Paese, anno: Danimarca, 2000
Lingua: Danese

locandina del film

Trama

Un gruppo di quattro piccoli delinquenti decide di tenersi il bottino di
una rapina su commissione. Per sfuggire alla vendetta del committente, un
violento boss chiamato Eskimo, scappano alla volta di Barcellona ma il
motore dell’auto si fonde lungo una strada che attraversa il bosco. Uno
di loro è ferito e, per poterlo curare, sono costretti a rifugiarsi nel
rudere di un vecchio ristorante nel cuore del bosco stesso. Al fine di
non destare sospetti, dapprima fingono di voler ristrutturare e riaprire
il ristorante poi, progressivamente, il luogo e i loro strambi vicini li
conquistano. I quattro amici decidono di restare ma Eskimo è già sulle
loro tracce…

Blinkende lygter è stato un enorme successo in patria ed è veramente incomprensibile la miopia dei nostri distributori che lo hanno completamente ignorato.
Il film è delizioso. Una favola dai toni agrodolci (più dolci che agri, al contrario di ‘Adams æbler’) che mescola violenza, humour e psicanalisi (da salotto) in un cocktail intelligente, pieno di trovate esilaranti e senza cedimenti fino alla fine. Gli attori, un cast di ‘all stars’, sono perfetti. La fotografia, premiata in patria, meravigliosa. La regia sicura, personale ma senza troppi fronzoli (merito dell’antecedente bagno nel Dogma come sceneggiatore? tongue.gif ), con tempi equilibratissimi.
La storia di gangster è in realtà un pretesto per raccontare l’amicizia che lega i protagonisti e l’evoluzione dei loro caratteri. Per farlo, Jensen, si serve di drammatici (ma al contempo spassosi) flashback nell’adolescenza di ognuno (uno a testa, non abbiate timore wink.gif ). Il legame tra il carattere esibito dall’adulto e il trauma subito in adolescenza è volutamente e grottescamente didascalico. Ed è proprio l’insolito equilibrio che si viene a creare tra i diversi generi (il dramma, la commedia, l’action, il grottesco) che dona a questo film una cifra stilistica assai accattivante e fa di questo regista una delle migliori new entry in ambito europeo di questi anni.

~ di liviadd su 28 Giugno 2008.

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